Montessori in cucina… 1° parte

La cucina è, a mio avviso, la stanza della casa dove risulta più semplice mettere in pratica il Montessori con i propri bambini. Senza grandi modifiche nell’arredamento e con pochi euro per l’acquisto di utensili adatti, ecco un’area della casa che fornisce inesauribili opportunità di apprendimento per bambini di tutte le età. In cucina si affinano le abilità motorie, ci si relaziona, si spazia dalla fisica, alla matematica, al linguaggio senza neanche accorgersene, si mettono in moto tutti i sensi e soprattutto… ci si diverte! 

(English version below)

Proprio oggi, di ritorno dal nostro campicello, pensavo a tutto questo e a quanto semplicemente – quasi senza volerlo – il Montessori si inserisca anche nelle attività quotidiane più banali. Stamattina, dicevo, io e D. abbiamo fatto un bel raccolto di zucchine (in realtà c’erano anche parecchie fragole ad attenderci sotto il sole e fra il fogliame, ma quelle non hanno mai visto la cucina… golosi noi? Naaah) che ovviamente andavano lavate e in qualche modo usate. Vista l’abbondanza di altri ortaggi a disposizione ho pensato fosse meglio destinare questi e parte del raccolto per futuri minestroni, tagliandoli a pezzi e congelando il mix in diversi sacchetti, un’operazione che d’estate compio abitualmente fino ad esaurimento spazio nel congelatore! Ne vale la pena? Per noi, sì. In questo modo oltre a scegliere il mix di verdure secondo il nostro gusto, siamo certi della loro provenienza, del loro stato di maturazione e della velocità con cui sono stati ‘lavorati’.

minestrone
A sx D. affetta (stranamente da seduto) una patata, a dx mette gli ortaggi nel sacchetto.

Così io e D. ci siamo messi all’opera (in genere non serve chiedergli di aiutarmi perché se mi vede armeggiare con qualsiasi cosa, non vede l’ora di metterci le mani, nel caso non se ne fosse accorto però avrei richiamato la sua attenzione e l’avrei invitato a provare, accettando anche un improbabile no) prima sciacquando la verdura, poi asciugandola con un panno e infine affettandola, ovvero il lavoro preferito di D. Per questa operazione lui ha usato uno di questi affetta verdure ondulati che lui afferra bene con entrambe le mani e che permette di tagliare con sicurezza pezzi di diverse dimensioni e visivamente piacevoli grazie all’effetto ondulato. E’ importante che gli utensili a disposizione del bambino siano riposti in un cesto/ripiano o cassetto alla sua portata e sempre allo stesso posto per rispettare il suo bisogno di ordine e di autonomia.

In genere, per scrupolo, taglio a metà in senso longitudinale le verdure così che abbiano un lato completamente piatto per un appoggio più sicuro. Ortaggi più piccoli e facili da tagliare, come le carote più sottili o i fagiolini li lascio spesso interi anche se tondi e ondeggianti, giusto per aumentare un poco la difficoltà.

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come preparo le zucchine per D. da tagliare / how I prepare the zucchini for slicing

Abbiamo trascorso 45 minuti così: tranquillamente lavando, tagliando, mescolando (a piene mani dentro una grande terrina: bello sentire tutte le forme, le texture e soprattutto il loro profumo!), chiacchierando un po’ (D. ama descrivermi i pezzi che taglia: grandi, piccoli, verdi, rossi, ‘piangere’ – la cipolla- duro, morbido, ecc…) e chiamando le cose con il loro nome. Non dev’essere una lezione, ma un momento di relazione soprattutto!

Alla fine di questo lavoro, gli ho mostrato come insacchettare il mix di verdure ma a questo punto la sua concentrazione stava svanendo… o meglio, le carote fresche e croccanti hanno avuto la meglio: dopo poche manciate di ‘travaso’ nei sacchetti D. ha pensato bene fosse ora di uno snack e ho finito io il lavoro mentre lui ne sgranocchiava un po’. Alla fine del lavoro però è importante mostrare al bambino come sistemare e se possibile invitarlo a partecipare perché i cicli vanno conclusi e gli spazi di lavoro lasciati puliti e in ordine per rispetto di tutti, anche di sé stessi (si lavora meglio nel pulito no?).

Queste attività di vita pratica ‘spontanea’, che nascono dall’esigenza del momento, sono le mie (nostre) preferite, proprio per la loro naturalezza. Sono anche quelle che più mi sembra si adattino al bambino perché destano praticamente sempre il suo interesse e rispondono al suo bisogno di sentirsi davvero partecipe della vita familiare – in questo caso della preparazione dei pasti. Il bambino è attento, capace e volonteroso, basta dargli fiducia e mezzi adatti. Sono attività che hanno un senso, soprattutto.

Sarei curiosa di sapere se i bambini che sono più restii ad assaggiare alimenti nuovi, partecipando alla loro preparazione si incuriosiscano al punto dal volerli poi provare. D. mangia qualsiasi cosa quindi non fa molto testo, ma se avete esperienze in merito sarei felice se voleste condividerle qui sotto.

Mi piacerebbe poi, nelle prossime settimane, mostrarvi più in dettaglio cosa combiniamo io e D. in cucina, quali utensili usiamo di più e cosa finisce in pentola. Stay tuned😉

Ah già, per chi si chiedesse cosa ci sia nel nostro minestrone ecco qua l’elenco delle verdure:

MIX PER MINESTRONE 

cipolla (bianca o rossa o un mix), carote, sedano, zucchine, finocchio, patate, fagiolini verdi

Il tutto tagliato a cubetti delle dimensioni che più vi aggradano. Questa volta noi li abbiamo lasciati grandicelli perché il più delle volte poi passiamo il tutto al mixer per farne vellutate. Ovviamente le opzioni sono infinite, sbizzarritevi con quello che avete/trovate al mercato/ortofrutta, poi comunque nessuno ci vieta di aggiungere altri ortaggi quando verrà il momento di preparare la nostra zuppa.

Che poi, solo a me affascina da morire l’idea di preparare le scorte per l’inverno?! No vero? 

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pronto per il freezer e per l’autunno / ready for the freezer and for…autumn!

 

English version

The kitchen, I reckon, is the room of the house where it’s easier to put the Montessori method into practice. Without having to do major changes in the environment and with only a small investment it is easy to transform this area so that it supplies countless learning opportunities for children of all ages. In the kitchen it is possible to develop fine and gross motor abilities, to foster relationships, to learn about physics, mathematics, language without even noticing, plus all senses are engaged and, most importantly… it’s fun!

Today, on our way back from the field where we grow some veggies, I was thinking about all this and of how easily the method almost flows into the most ‘mundane’ of everyday activities. Back to our trip to the field, D. and I were really impressed by the large quantity of zucchini we harvested (I purposely avoid mentioning the perfectly ripe sun-kissed and leaf-stroked strawberries that welcomed us because, well, they just never hit the kitchen counter – any surprises there?) and I had to come up with a way to use them up quickly. Since at home I already had a rather abundant array of vegetables, I decided it was time for some minestrone-mix making and freezing, ready to be used in the colder months when soups are most welcome and time – being back at work – is always short. I think it’s worth it also because it avoids me relying on supermarket frozen minestrone mixes as one does when in a hurry as I dislike not knowing the origin of the food that’s on my plate…

To cut a long story short, we ended up doing a good job of rinsing and chopping veg, mixing it all up and transferring the result into freezer bags – not the most sustainable option I agree, but if you reuse the bags instead of throwing them, it’s not so bad. D. doesn’t need any encouragement to get involved as any time he sees me working on something he’ll want to obviously have a try. It’s very important at this point to not let oneself go to the ‘I’m in a hurry and I can do it better and more quickly anyway’ mantra and give the kid the chance to try. If he’s not ready for knives or you don’t feel comfortable with them, try with a crinkle cutter: it’s safe, practical and the result is very pleasing with the wavy slices it produces. The process actually begins with the washing: show the child how to rinse vegetables and pat them dry if you’ve never done so before. This alone is a very interesting ‘job’ for a toddler who will likely go on for ages. Then you can show him how to use the cutter, which you will store in a drawer/shelf/basket that he can reach easily.

You can both happily chop away now exploring (and why not, tasting) the different vegetables, their names, their textures, their firmness and ripeness, their scent… D. likes to describe things a lot! No need for a lesson, just relate to your child and enjoy the work together. I sometimes prefer to cut very large vegetables in half lengthwise so that they can lay firmly on the chopping board. Smaller ones like thin carrots or string beans I’ll leave whole.

We spent 45mins preparing the minestrone mix, including the packing. I transferred most of the veggies myself in the end because D.’s concentration was starting to fade and goetting more interested in munching on raw crunchy carrots instead. It’s fine, he did a lot of work already. Once finished, though, it’s important to show the child how to tidy up and possibly involve him as it’s important to learn that things need to be put back in their place and the spaces left clean and uncluttered.

Such spontaneous activities are my favourite because they are born out of the need of the moment rather than planned according to a schedule. They also rarely fail to engage the child because they enable him to fully participate in the house routines and feel happy for such ‘important’ jobs.

On a side note I would be curious to know if by participating in the meal preparation, kids who are generally not very interested in food or dislike many food types do get a bit more curious and tempted to try them. I cannot really tell, because D. eats practically everything, so I would love to hear your experience with regards to this. Feel free to share in the comments below!

Since I love the kitchen, cooking and of course the Montessori method, I’d like in the forthcoming weeks to dig a bit deeper into the subject by sharing more of what we do and how and why we do it. So stay tuned!

Oh and of course, if you’re curious to know what ended up in our minestrone mix, here’s a list of the vegetables we used. It’s a basic mix, you can obviously use any vegetable you like or add more later once you’ll put it in the pot…

MINESTRONE MIX

Onions (white or red or a mixture), carrots, celery, zucchini, fennel, potatoes and string beans.

They can be chopped in any size you like, just keep in mind cooking times and how you’re going to use them. We prefer smooth velvety soups so the big chunks are okay since they’ll be processed. No rules, just creativity here!

On a final note… it cannot be just me, right, who looooves storing food for the winter months as if I were a squirrel?

 

50 spunti per attività Montessori per godersi l’estate in giardino e all’aperto – 50 Montessori activities to enjoy during summer in the garden or outdoors

– Scroll down for English version – 

Se doveste capitare sul mio profilo Instagram, vi accorgereste immediatamente di quanto io ami trascorrere del tempo in giardino e, più in generale, all’aperto. Sia che piova o che ci sia il sole, mi è molto difficile stare chiusa in casa a meno che non abbia un progetto culinario davvero interessante che mi attende. E’ la bimba che ho dentro che mi porta fuori, ne sono certa, perché devo ancora trovare un bambino che non preferisca l’aria aperta anziché la casa…

I bambini adorano la vitalità di un giardino e se siete abbastanza fortunati da avere un pezzetto di verde tutto vostro – qualsiasi siano le dimensioni – conoscerete già la calma e serenità che infonde nei più piccoli. Tutto quell’esplorare, quel correre in giro, quel fermarsi a guardare più da vicino l’ennesimo insetto, il raccogliere, sollevare, spostare, trasportare, cercare un equilibrio e la stessa aria fresca, tutto contribuisce a questa pace interiore, così come mi piace definirla. Non da ultimo, la vita in giardino (se recintato…) fornisce al bambino un’opportunità unica di libertà: l’avventurarsi fuori in un ambiente così ricco e sempre nuovo  senza che i genitori o un educatore gli stiano sempre con ‘il fiato sul collo’ contribuisce infatti a sviluppare la sicurezza di sé e ad imparare a contare su sé stessi: vera autonomia insomma.

Per questo motivo lascio che mio figlio si goda il giardino in libertà e non programmo attività specifiche giornalmente. Presto attenzione a ciò che gli interessa ed eventualmente gli fornisco gli strumenti adatti per approfondire o ‘ampliare’ l’attività che sta facendo. Di tanto in tanto gli mostro come fare qualcosa di nuovo anche se spesso finiamo per fare lavoretti di cura dell’orto o del giardino: un assistente così simpatico e volonteroso non lo trovo da nessuna parte!

ciliegie

Ho compilato in ogni caso una lista di 50 possibili attività da fare fuori si sa mai che dovessi ritrovarmi a corto di idee e qui la condivido nel caso vi chiediate cosa fare con i piccini all’aperto quest’estate. Se non avete un giardino non importa, un terrazzo può trasformarsi in un piacevole angolo verde con alcuni accorgimenti e se dovesse mancarvi anche il balcone… beh approfittate il più possibile del parco o magari del giardino a casa dei nonni!

  1. Innaffiare le piante (ovvio no?)
  2. Estirpare le erbacce (rimarrete a bocca aperta vedendo quanto bene lo sa fare anche un duenne!)
  3. Cogliere frutta, fiori, verdura (mostrate al bambino bene come fare, ad esempio fategli vedere come ruotare le zucchini per staccarle senza sradicare mezza pianta)
  4. Sgranare piselli e fagioli (se vi manca l’orto, potete sempre comprarne in gran quantità al supermercato e sedervi in terrazzo… potreste persino riuscire a leggervi un breve romanzo mentre il piccolo lavora felice senza sosta)
  5. Togliere il seme dalle ciliegie o altra frutta col nocciolo (potete mostrargli anche come utilizzare l’attrezzo apposite, adatto anche per i più piccoli)
  6. Rimuovere i fiori secchi dalle vostre piante ornamentali (il mio bimbo di due anni ne va pazzo, le mie petunie e i gerani ringraziano)
  7. Seminare
  8. Mettere a dimora le piantine (prima segnalando dove scavare le buchette, poi tocca alla piantina ed infine al riempimento della buca… 3 attività in 1!)
  9. Osservare attraverso una lente di ingrandimento piccoli insetti o piante
  10. Usare una pressa per fiori per creare un piccolo erbario (o come si faceva una volta: infilarli fra le pagine di un libro)
  11. Raccogliere materiale naturale da esporre su un apposito tavolino in casa. Esempi qui
  12. Tenere un diario della natura dove disegnare o incollare ciò che si trova, cambiando magari tecniche e materiali
  13. Staccare le foglie dai rametti di piante aromatiche per utilizzarle poi per cucinare qualcosa assieme (ottimo per i più piccini)
  14. Dipingere sassi, rametti, foglie, …
  15. Creare vasi e vasetti con l’argilla che si secca all’aria
  16. Far pratica di equilibrismo su muretti e cordoli
  17. Arrampicarsi su tutto l’arrampicabile (con tutte le precauzioni del caso, ovviamente)
  18. Mantenere sempre piene le vaschette con l’acqua per gli uccellini (per imparare a prendersi cura degli altri e dell’ambiente)
  19. Esplorazione multisensoriale: toccare cortecce di alberi diversi, confrontare foglie, annusare fiori e piante per scoprire se profumano e di cosa, assaggiarle se non sono velenose
  20. Sdraiarsi a terra e ascoltare tutti i suoni, da quelli più lontani a quelli più vicini
  21. Preparare bombe di semi. Spiegazione qui.
  22. Identificare gli uccelli o altra fauna/flora locale con l’aiuto di un bel libro con grandi e dettagliate illustrazioni.
  23. Giocare a riconoscere le erbe aromatiche annusandole – occhi bendati ovviamente!
  24. Godersi le temperature più fresche della sera guardando la luna, la fase lunare in corso e se siete fortunati osservare le lucciole.
  25. Cospargere di paglia la terra attorno alle piantine per proteggerle (e magari farsi un bel giro seduti su un mucchio di paglia sulla carriola!)
  26. Lavare i panni e metterli a stendere
  27. Lavare i giocattoli
  28. Imparare a lavarsi bene le mani
  29. Camminare in giro a piedi scalzi
  30. Utilizzare utensili di dimensioni appropriate all’età, non solo da giardino, anche da lavoro come un martello per inchiodare dei chiodi su un ceppo, oppure scartavetrare dei segni a matita precedentemente fatti su un blocco di legno, o ancora utilizzare una piccola sega per tagliare dei fogli di cartone (usare sempre tutte le precauzioni del caso, specialmente occhiali protettivi)
  31. Tessere lunghi steli flessibili, foglie, erbe, rametti sottili su una sorta di telaio da giardino, bell’attività anche per i grandi! Qui infiniti esempi
  32. Creare ghirlande
  33. Usare un pennello intinto nell’acqua per dipingere sul cemento creazioni evanescenti
  34. Giocare e basta! Qui mi ripeto ma… non è necessario avere sempre attività preparate. Rilassarsi e godersi il momento vale più di tante altre cose, quindi lasciatevi andare e seguite il bambino…
  35. I travasi possono assumere dimensioni e variazioni più grandi e interessanti! Sbizzarritevi!
  36. Giocare a bocce. Coordinazione oculo manuale? Voilà! Ci sono tantissimi giochi vecchio stile che sviluppano queste capacità, chiedete ai nonni 
  37. Costruire con blocchi di legno grandi, ma grandi grandi (facilissimi da fare da sé! Oppure chiedete al falegname di fiducia di tagliare in pezzi di diverse lunghezze un travetto di legno a sezione quadrata per ottenere cubi e prismi impilabili)
  38. Se non l’avete mai fatto, provate qualche posizione yoga assieme ai vostri bimbi. Ci sono libri su libri al riguardo, ma anche tanto materiale online.
  39. Usare una ruspa a misura di bambino, manuale ovviamente, come questa ruspa
  40. Tagliare a pezzi dello spago (magari con il gomitolo inserito in un barattolo e il filo che ne fuoriesce dal coperchio) che verrà utilizzato poi per legare le piante che crescono alte (es. pomodori e fagioli)
  41. Creare una semplice meridiana per osservazioni sul tempo
  42. Fare esperienza della pioggia anziché chiudersi dentro: assaggiarla, sentirne la temperatura sulla pelle, annusare l’aria quando piove, saltare a piedi nudi nelle pozzanghere e sporcarsi di fango… sììììì
  43. Preparare assieme la passata di pomodoro. Davvero, quelle manine operose non vedranno l’ora di spremere l’acqua dai pomodori!
  44. Imparare i nomi veri delle cose, per fare questo chiamatele sempre con il nome corretto: camomilla anziché fiore, cardellino anziché uccello, betulla anziché albero…
  45. Cantare a squarciagola –non c’è sempre una ragione per cantare?
  46. Organizzare un pic nic! Com’è mangiare stando seduti per terra mentre si cerca di salvare il cibo dall’attacco delle formiche? Divertente, penso io. In più richiede mini-attività come srotolare le coperte, disporre i cuscini e le stoviglie, servire il cibo…
  47. Disporre bastoncini per lunghezza, sassi per peso, fiori per colore…
  48. Formare numeri e lettere utilizzando bastoncini e sassi o quello che più vi piace
  49. Create una worm farm ovvero una fattoria dei vermi per osservare i loro movimenti e come trasformano gli scarti della cucina in terriccio perfetto per le vostre piante
  50. Semplicemente leggere assieme o suonare uno strumento all’ombra di un albero

Qualunque cosa decidiate di fare, vi auguro di trascorrere un’estate divertente all’aperto con i vostri figli e se vi va, aggiungete nei commenti qui sotto i link alle attività che fate in giardino!

Linda

English version

Should you check out my Instagram account, you’d know for sure my love for being out in the garden and, in general, outdoors. Be it sunny or rainy, it’s hard for me to stay inside unless I have a really interesting cooking or baking project in mind. It’s the child in me that draws me out, I’m sure,  as I have yet to meet a kid who prefers staying indoors…

Children love the busy life of a garden and if you’re lucky enough to have one – no matter the size – you’ll have probably noticed how much calmer it makes them feel. All that exploration, the running around, the many stops to look more closely at yet another bug, the picking, lifting, moving, carrying, balancing, the fresher air itself all contribute to this inner peace as I like to call it. Plus life in the garden (if fenced…) provides the child with a unique opportunity to experience a new level of freedom. This ‘venturing out’ without us stuck to their backs in an environment that has so many new elements is essential for building their self confidence and independence.

Most of the time I just let my son explore autonomously and don’t make a point to set up specific activities every day, but I do pay attention at what interests him and eventually come up with some tools or suggestions that can take that interest further. Then from time to time I’ll just pick a new activity and show it to him, usually something that needs to be done so we can ‘work’ together.

I did make up a list of possible activities as a reminder for myself should I fall short of ideas at some point so here I’ll share it for any of you who might be wondering what to do with little ones outside this summer. Hope you find it helpful!

  1. Watering plants (of course)
  2. Weeding (you’ll be amazed at how well even 2 year olds can do this!)
  3. Harvesting (show them how to ‘turn’ the zucchini before pulling for instance, so it doesn’t rip the plant)
  4. Shelling peas/beans
  5. Deseeding cherries/stone fruit (you can show them how to use the specific tool as well)
  6. Removing dried up flowers (again, my 2 year old does a really good job with my geranium flowers!)
  7. Sowing seeds
  8. Planting small plants
  9. Observing animal and plant life through a magnifying lens
  10. Using a flower press to make a small herbarium (or just place plant material between the pages of a purposely bought notebook)
  11. Collecting natural elements for a nature table
  12. Nature journaling (try different pencils/paints)
  13. Picking leaves off the stems of herbs to use for meal preparation (great for younger children)
  14. Paint rocks, pieces of wood, leaves…
  15. Make small pots with self hardening clay
  16. Practice balancing on garden kerbs or low walls
  17. Climb the climbable (with all precautions and extra care of course)
  18. Refill bird water stations (great care for the environment activity)
  19. Explore: touch different tree barks, observe leaves, search for critters among the grass, smell leaves and flowers to see if they give off any lovely scent
  20. Lie down and listen to all the sounds, the ones far away and the ones close by
  21. Make seed bombs
  22. Identify birds or other animals with the help of a good book of local fauna / the same can be done with plants
  23. Identify herbs by smelling them – eyes closed of course!
  24. Enjoy the cooler evening temperatures as you observe the moon and keep an eye out for glow worms
  25. Mulching with straw (and enjoy a ride on a straw-filled wheelbarrow, too!)
  26. Wash clothes and hang them to dry
  27. Wash toys
  28. Learn how to wash hands properly
  29. Walk barefoot
  30. Use age appropriate/sized real tools: e.g. to hammer nails in, sand pencil marks off wooden blocks or saw cardboard (always wear safety goggles)
  31. Weave long flexible stalks, tall grasses and feathers on a big diy frame
  32. Make garlands
  33. ‘paint’ with water on concrete surfaces under the sun (no eraser needed!)
  34. Just…play! There needn’t always be a set up activity J Relax and enjoy the moment, go with the flow and follow your child’s interest!
  35. Pouring activities can get much larger!
  36. Play bocce (boules) – so great for eye/whole body coordination! There are many ‘old fashioned’ games out there that work on these skills, so go ask nonna…
  37. Build with big wooden blocks (so easy to diy! Or ask your carpenter to ‘slice up’ a long beam for you into cubes and square prisms) – wear sturdy shoes…
  38. Give yoga postures a try
  39. Use a real child size digger – hand powered of course!
  40. Use scissors to cut twine to be used for tying up tall plants (like tomatoes or peas)
  41. Make a simple sundial for interesting observations
  42. Experience the rain: taste it, feel its temperature on the skin, smell the air when it’s raining, jump barefoot into puddles and get all muddy. Mud is great!
  43. Squeeze the water out of tomatoes to make passata (you can find countless recipes online). This one is oh so Italian, I know, but it’s lots of fun and those little hands love it! If you don’t grow tomatoes yourself, just buy a case when they’re in full season. You’ll thank me in the winter months… :-p
  44. Name plants/animals etc… with their real name – not just ‘bird’ but ‘swallow’, not just ‘flower’ but ‘chamomile’
  45. Sing out loud – isn’t there always a reason to sing?
  46. Have a picnic! What’s it like to eat whilst sitting on the ground and saving your food from ants? I reckon it’s fun. Plus it involves some ‘informal’ table setting, food preparation, assembling and transferring as well as folding and unfolding of blankets…
  47. Sort leaves by shape
  48. Make letters or numbers using twigs and stones
  49. Set up a worm farm
  50. Just read a book or play an instrument under the shade of a tree and relax!

Feel free to add any activities you enjoy doing wiht your kids in the garden in the comments below! Have a lovely summer,

Linda

 

RIFLESSIONI AL TERMINE DEL MIO PRIMO ANNO DI ‘LAVORO’ COME MAESTRA MONTESSORI

Una finestra affacciata su un cortile di ghiaia, circondato da vecchi tigli che hanno visto chissà quante generazioni di bambini giocare alla loro ombra. La luce che irrompe nelle aule per strappare grandi e piccoli all’afa delle grandi stanze e portarli con sé fuori, all’aperto, a godere di tutta quella vita che appare solo agli occhi di chi sa ancora guardare.

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Sono passati diversi anni da quando ero io, bambina, a sentire il profumo dell’estate e l’eccitazione per la fine della scuola. Maggio è sempre maggio: dolce, aromatico e fugace, ma gli alberi  della mia scuola erano diversi, il cortile forse più grande e l’erba del prato più alta. Anche l’aula era molto diversa: c’erano file di banchi sulla cui superficie si appiccicava la pelle delle braccia nude. In un angolo, su un tappeto, secchi di costruzioni costituivano la maggiore attrattiva per le nostre manine impazienti. Alla parete, una lavagna nera e del gesso bianco. Ricordo dolcemente quei giorni.

A distanza di anni eccomi dall’altra parte nel ruolo di maestra, appellativo a cui non riesco ancora ad abituarmi, forse perché mi ero sempre immaginata a fare tutt’altro nella vita. L’aula in cui lavoro è molto diversa da quella che conobbi da bambina. Anche qui la luce entra prepotentemente ma anziché posarsi sui banchi in fila, si posa su scaffalature di legno naturale che ospitano materiali pensati per essere toccati, vissuti e apprezzati nelle loro finiture di pregio. Una tazzina di ceramica qui, un vaso di vetro con fiori di campo poco più in là, il legno protagonista assoluto con il suo odore di ‘buono’. I toni neutri che evocano serenità e fanno sì che io per prima possa sentirmi serena e rilassata in questa Casa dei Bambini. Sui tappeti ci si può sdraiare e i piccoli tavoli disposti singolarmente qua e là, vengono occupati ora da uno e ora da un altro bambino, a seconda delle attività che decidono di svolgere in quel momento. Il giardino rappresenta la naturale estensione dell’aula soprattutto in questo periodo di incessante vitalità.

Non è stato facile e non lo è ancora per me, maestra alle prime armi, entrare in questo ‘santuario’ in punta di piedi. Abbassare la voce, mettermi da parte e osservare. Mordermi la lingua giusto in tempo per trattenere un commento di troppo. Agire senza disturbare, guidare senza imporre. Ascoltare, prima di tutto. Imparare. Pazientare ancora un po’. Domandare scusa. Ringraziare. Trovare il lavoro adatto per quel bambino in quell’esatto momento. Non è per niente facile no. Ho invocato, imprecato, riletto, pensato e ripensato Maria Montessori. A momenti avrei dato chissà che per scambiare due chiacchiere con lei e dirle: “ma senti un po’, Maria, mi prendi in giro per caso?! Ma e questa normalizzazione?!” Altre volte avrei semplicemente voluto ringraziarla dal profondo per avermi aperto gli occhi ed essere quindi stata in grado di intravedere il “vero bambino”.

Sono profondamente grata per questa meravigliosa opportunità di crescita, ma anche sempre un po’ spaventata dalla responsabilità del mio ruolo. Poi un bimbo arriva a scuola felice, chiamandomi per nome e salutandomi con un sorriso radioso, impaziente di mostrarmi un piccolo oggetto a lui caro e mi dico che forse, dopotutto, non ho combinato troppi danni con la mia inesperienza e forse, se non altro, mi ricorderà un giorno con affetto… Non è una cosa meravigliosa?

“Lovers’ hearts” aka chocolate date and walnut bars with strawberries

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I am not the type of person who speaks easily about her feelings and relationships. Not that I am embarassed about it or that there’s something to hide, more simply I just ‘handle’ them as if they were made of rare paper-thin porcelain: too precious and delicate to display them around all the time.

There are of course exceptions like this one here that you’re about to read and the reason I open up this time is because: A– I have been on the verge of bursting lately; B– it happens to be Valentine’s Day and even if we don’t normally celebrate it (but take it as another excellent excuse for whipping up something yum to eat) I’ll just jump on the bandwagon this time.

I feel like celebrating because after almost eight years together, my husband and I couldn’t be happier and more loved up. I won’t say it’s out of mere luck: lucky was our meeting (or predestined?) but maintaining a relationship alive and bubbly takes a lot more than that, it takes effort. Ours, like everyone else’s I guess, was a bit of a rollercoaster for quite some time but over the years we have kept on believing in it and working towards making it stronger and stronger. It’s all a matter of transforming negative energy into positive, of thinking for just two very important seconds before speaking even when too tired or frustrated and, obviously, learning to ‘walk in each other’s shoes’. Listening, speaking out our minds and giving support are key. Forgiving, also. I know, it sounds like anything but romantic, yet this deep connection we have now created is beyond romance, it’s… just plain great! The struggles we’ve been facing lately in our everyday life have only brought us closer (you know just like that old saying… what doesn’t kill you, makes you stronger) and we feel like ‘team invincible’ now, so intimately connected, so passionate about each other, our family and our life, the best so far and we know that this is only the beginning. So yeah, you agree this is worth celebrating right?

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To do so, I have come up with some super simple, quick and wholesome cookies/bars that have undergone the heart-shaping treatment to give’em a Valentine’s day twist. You can obviously fill your kitchen with hearts and love any day you like and I actually really wish you so😉

These are also easily turned vegan (just change sweetener) or raw and countless flavour variations are possible just by using different nuts, fruit, spices…

The recipe yields 4 big hearts but I warn you, they are very filling so rather than doubling up the recipe you may want to simply downsize the bites to suit everybody’s appetite(who said heart-shaped dessert is only for couples? give one to anyone you love, whether it be a sister, a friend, your parents, someone who needs some love in his/her life… who doesn’t, anyway?)

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Much love to all!

L.

Note about the serving plate: it’s part of a collection created by my super talented friends La Fornacina Keramik Studio, here you can check out their work. My photos unfortunately don’t do it enough justice…

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Ricetta in italiano:

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Montessori on the cheap: yes we can!

I don’t know about you, but I sometimes feel like a totally crappy mum when I see learning materials (sorry, calling them toys feels awkward nowadays) so gorgeous that make my eyes shine and immediately realize there is no way I can afford them for my son.

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It’s not just the ‘real deal’ materials I am talking about (read: pink tower, solid insets & co.), often, as a matter of fact, I can barely afford books, craft materials or that cute little Schleich animal that would be just so perfect for our winter/snow set up…  Food and paying the bills are on top of the list of our priorities (and more often than not, this too is quite a challenge!) so all ‘extras’ are off limits. I know many of you will probably be in the same situation and will be just as disappointed as I am to not be able to offer my child that perfect learning tool I have just discovered… I do sometimes go wild, forget about the holes in my socks (after all they can be mended! How and when I don’t know yet, but sure it’s a possibility! hahaha) and buy something for my little boy, but that of course isn’t the norm.

But you know what? A big fat ‘Whatever‘! Yes, that’s my conclusion today because no matter how many beautiful images of perfectly set up shelves in gorgeous homes we see during our web searches, Montessori isn’t JUST the material, if anything materials are an added bonus! Saying this, a tidy and pleasent environment is essential but it can be achieved cheaply, too.

We could have all the sets we like but if our attitude isn’t in tune with Montessori principles…well, they come to little use, don’t you think? Plus, creativity is born out of necessity and there are millions of ways to repurpose what usually ends up in the bin. Here is an enlightened Arvind Gupta demonstrating just this:

You can also check out his website here.

But let’s move on…

Looking for books? Yes, good old libraries can be a goldmine. Our local sure hasn’t all the books I’d love to get and it often takes quite some time searching for some that meet my requirements of ‘non fictional’ images, good texts and sensible ideas behind them, but (!) it has saved me hundreds of euros so far.

Replica animals? All the ones that can be possibly found raised or wild in our area I will try to pay a visit to in person with my son. Polar bears and tigers not around? Well, you know what, I have never met them in real life either, but I still have a pretty good idea of what they look like. This means that beautiful photographs (not average, I really mean that beautiful as in detailed, big size ones) will have to do the job instead and luckily the web is full of them.

Got a fretsaw? Or someone who’s brilliant at using it? Come on, we all know someone who is! Invite them over for lunch or offer a service in exchange for some genius fretwork/carpentry/tailoring whatever it is you need. This has the added bonus of getting us out of the house, meeting real people and making conversation rather than just drooling over the latest (awesome, eh..) blogpost😉

Most importantly: read again and again Maria Montessori’s work. It’s all in there! All the principles we need to apply in our daily life, in our actions, in the objects we choose for our children and what we do with them. Let’s not forget to observe them closely: what do they really need? Is it the steady grip they need to practice? Or do they need to spend time outside practising balancing? What about an eye for measures? Can we not achieve all these goals with what it’s already in our homes? After all we are preparing children for life and practical life is at the core of Montessori education: so let’s do what’s more natural! Instead of playing with a tiger our children might never meet, let’s go say hello (even if it’s the 4th time that day) to the ants marching on our balcony. Instead of counting expensive pegs, let’s go out and gather some twigs and make our own material out of it! Let’s do all our daily chores together whether inside or outside the house and get the kids involved, showing them patiently and with care how to do things, even the ones we are a bit scared of letting them do. Nothing, I am so sure, beats this: because this is the real deal! And you won’t need to live on bread and water to afford this: it’s already there.

So let’s shed our worries and guilt and take a look around for these countless options. A serene parent who creates awesomeness out of the ordinary is just plain amazing and does his job just as well as (or why not better than?) the one who built up a whole Casa dei Bambini in the living room.

CAPODANNO CON FIGLI E FAMIGLIA? (REPOST)

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Non so voi, ma io associo al Capodanno l’aggettivo “giovane” e magari anche “single”, perché nel mio immaginario, di tutte le feste che si susseguono fra dicembre e gennaio, questa è quella più apprezzata da loro.

“Loro” che fino a qualche tempo fa ero anche io e infatti ho dei bei ricordi di Capodanni trascorsi con gli amici a ballare (una delle poche occasioni in cui mi lasciavo andare…), a battere i denti per il freddo grazie ad un abbigliamento poco consono alle temperature invernali e a bere qualche bicchiere di spumante in più, sia per brindare all’anno nuovo, che per scaldarmi un po’ (un cappotto no? Nooo…).

Potete leggere il resto dell’articolo sul mio blog all’interno del portale Chizzocute QUI

Babbo Natale esiste? Cosa dire ai bambini secondo l’idea Montessori – REPOST

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Lo so, sembra di mettere in discussione l’indiscutibile, ma in realtà molti genitori ultimamente si chiedono se sia giusto o meno ingannare (anche se a fin di bene) i propri figli riguardo la figura onnipresente di Babbo Natale […]

Se la Montessori potesse parlare insomma, che direbbe?

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Hot pink hot chocolate days

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Hot chocolate is more than just two words – an adjective + a noun – that describe THE official drink of the winter months for me. Oh yes, it brings with it a whole imagery that has the power to soothe (yet energize) a worn out soul even during the darkest of afternoons and greyest of days.

Hot chocolate brings me back to a child-me, who would snuggle up among the throws and cushions of the sofa whilst watching cartoons at a low volume so that I could listen to the wooden spoon hitting the pot as my mum stirred the chocolate to a creamy consistency. When the noise stopped I would jump up from the sofa and head straight into the kitchen where the hot chocolate was already in a cup, piping hot, ready for some serious biscuit dipping business. I was that ‘lucky’!

Then there were the hot chocolates of my teenage years, slowly sipped as me and my best friends chatted away about boys and made plans for the future.

The future when it came brought with it more hot chocolates, not as much at home but out in the cafés of the different towns where I lived: dense sticky spicy hot chocolates in one place, liquid-y blander ones in another, white chocolates, pistachio flavoured ones, topped with cream or not and I could go on forever…

During my wanderings I have realized that most often than not, hot chocolates abroad are made with plenty of ‘liquid’ and little or no ‘flour’ (or other thickener) so that it feels more like a Nesquik drink than an actual melted-choc experience. Needless to say, I prefer the latter: if sin has to be, better make it pretty sinful!

As I got older though, I  became more conscious about my gluten and sugar intake and many times I sadly dismissed this drink in favour of much lighter ones like tea.

That was until a few days ago when I stumbled upon a recipe by Elenore of Earthsprout who had been making glorious looking pumpkin based hot chocolate: bling! Basically a sort of hot smoothie with all those yummy add-ins for a festive touch. How come I hadn’t already thought of that? I tried her version which I loved (and I think you should really give it a go, too) but still wanted to skip the sugar and there it dawned on me: beetroots! Does anybody know a sweeter vegetable than these ruby beauties? Plus, chocolate and beetroot cakes have been out there for a while so I wasn’t really heading for disaster I thought.

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So here is the result of my messing in the kitchen with cooked beetroots, cocoa, cocoa butter, hazelnut butter, oat milk and …NOTHING ELSE! No thickener required either because the pureed beets give it that perfect creamy consistency I missed so much. So thick that it allowed me to top the drinks with small chunks of dates, a drizzle of hazelnut butter and a sprinkle of chia seeds for garnish. Super healthy and yum, even for the kids! Plus, wanna talk about the colour? Insane, I know. Pink hot choc is just… well, perfection.

So, what do you think, enough babbling and straight to the recipe? I say yessss, you don’t want to waste any more time but spend it with one of these (or both!) beauties in your hands instead. And better for you if you have some veg cream to whip up on top of that as well!

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Versione italiana

Cioccolata calda: due parole che descrivono non solo LA bevanda invernale per eccellenza ma richiamano una serie di piacevoli immagini che riescono a rasserenare (ma anche rinvigorire) un animo triste e stanco anche nei pomeriggio più bui e nelle giornate più grigie.

La cioccolata calda mi riporta ad una me bambina che se ne stava ranicchiata sul divano fra cuscini e coperte a guardare i cartoni a basso volume, così da riuscire a sentire quando il mestolo avrebbe smesso di battere contro il pentolino, cioé a cioccolata pronta. A quel punto mi fiondavo diretta in cucina dove mia mamma aveva già versato la bevanda in tazza: fumante e profumata, pronta per un bel lavoro di inzuppaggio di biscotti. Fortunata no?

Dopo le cioccolate infantili vennero quelle adolescenziali, mangiate poco alla volta con il cucchiaino mentre ci si raccontava di ragazzi e di progetti per il futuro.

Quando quel futuro arrivò, le cioccolate non le consumavo più a casa ma nelle caffetterie dei dintorni o in quelle dall’altro capo del mondo, con tutta la varietà che ciò comporta. Cioccolate dense e speziate, altre liquide e dal sapore non molto intenso, cioccolate bianche, al pistacchio, con o senza panna e potrei continuare…

Durante le mie scorribande ho notato come il più delle volte l’idea di cioccolata calda all’estero sia di una bevanda liquida tipo latte e Nesquik, apparentemente quindi senza alcun addensante. Inutile dire che preferisco la versione densa che tutti conosciamo… Insomma, se peccare si deve, almeno pecchiamo per bene!

Negli ultimi tempi però sono diventata più consapevole riguardo alla quantità di glutine e zuccheri che ingerisco e quindi mi è capitato di mettere da parte la voglia di cioccolata calda in favore di bevande più leggere, come tè e infusi.

Questo fino a qualche giorno fa quando per caso ho visto la ricetta postata da Elenore di Earthsprout: una fantastica cioccolata calda a base di zucca! Praticamente una sorta di smoothie caldo corredato di golosissime aggiunte per renderlo un po’ più ‘festivo’. Com’è cche non ci avevo mai pensato? Ho provato al sua versione che è ottima e che vi consiglio, ma non ero ancora soddisfatta: volevo eliminare completamente gli zuccheri aggiunti. Ta-daaa! Illuminazione: le barbabietole! Qualcuno conosce ortaggio più zuccherino? Senza contare che torte al cioccolato con le barbabietole ne erano già state fatte, quindi le speranze di riuscita erano abbastanza alte…

E questo è il risultato dei miei traffici in cucina: barbabietole (cotte), cacao, burro di cacao, pasta di nocciole, latte di avena e… basta! Nessuno zucchero, nessun addensante (farine & co) perchè la barbabietola ridotta in purea dà già una consistenza cremosa alla bevanda. Quella consistenza che mi mancava… Talmente densa da poterci aggiungere sopra persino dei topping come piccoli pezzetti di dattero, un filo di pasta di nocciole e dei semi di chia. Voilà, super sano e super buono, persino per i bambini! Poi vogliamo parlare del colore? Da capogiro…scusate se l’idea di una cioccolata calda rosa shocking mi fa girare la testa…

Beh, che ne dite, basta blaterare no? Passiamo alla ricetta? Direi di sì, così vi avanza più tempo per coccolarvi con una tazza di questa cioccolata (sia in versione rosa che marrone, ovvero senza o con cacao). Se poi avete in casa anche della panna vegetale o crema di cocco ancora meglio. Prego!

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Regali di Natale e Montessori: alcune idee – Repost

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Natale è dietro l’angolo e in queste settimane che lo precedono siamo tutti, chi più chi meno, alla ricerca dei regali giusti per i nostri familiari e amici e chissà, forse anche voi siete un po’ a corto di idee. Così, per evitare di acquistare all’ultimo minuto un pensierino che magari non ci soddisfa nemmeno del tutto, ho pensato di darvi una mano stilando una lista di regali, giocattoli per bambini montessoriani, per i vostri figli o quelli delle famiglie a voi care. Piaceranno a tutti, sia che in casa si applichino i princìpi del metodo Montessori, che no.  

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